Abolizione tariffe forensi: anche il Tribunale di Roma si adegua.

Il Presidente del Tribunale di Roma con provvedimento del 9 febbraio ha rimesso a tutti i magistrati del Tribunale Ordinario di Roma una direttiva che raccomanda agli stessi di indicare provvisoriamente quale criterio orientativo di riferimento della determinazione dei compensi, la previgente tariffa professionale degli avvocati.

 Trib. Roma tariffe 9 febbraio

Abolizione delle tariffe: nota congiunta del Tribunale e della Corte d’Appello di Milano

Come noto, il c.d. decreto liberalizzazioni (che io reputo un provvedimento demagogico e assolutamente inutile), tra le altre cose ha abolito le tariffe forensi, prevedendo che la liquidazione delle spese giudiziali dovrà essere parametrata ad un misterioso decreto ministeriale, che ovviamente a tutt’oggi non esiste. In pratica, ha creato un vuoto normativo a seguito del quale, tra le altre iniziative prese da altri Tribunali, nella giornata del 3 febbraio  il Presidente dell’Ordine degli Avvocati di Milano, Paolo Giuggioli, ha incontrato i Presidenti della Corte d’Appello e del Tribunale di Milano per discutere delle difficoltà emerse per l’applicazione delle disposizioni in materia di liquidazione dei compensi degli avvocati contenute nel decreto legge 24 gennaio 2012, n. 1.

A seguito dell’incontro, i Presidenti di Corte e Tribunale hanno rilasciato una nota a firma congiunta, che alleghiamo di seguito, in cui, quali criteri orientativi di riferimenti per la liquidazione dei compensi, vengono indicati provvisoriamente i parametri ricavabili dalle previgenti tariffe professionali degli avvocati.

A Roma, per ora, nulla è stato fatto.

Nota Milano tariffe forensi.

Abolizione delle tariffe: il Tribunale di Cosenza rinvia alla Consulta (dal sito del Sole 24 Ore)

Dal sito del Sole 24 Ore:

“Dopo l’abrogazione delle tariffe forensi da parte del Dl liberalizzazioni – il cui iter in commissione Giustizia al Senato ha ricevuto ieri un primo stop – il rischio, ampiamente annunciato dal Cnf, è quello della “paralisi dei procedimenti di liquidazione in sede giurisdizionale”. La norma, infatti, prevede che, cassate le tariffe, il giudice debba prendere come riferimento i “parametri” fissati con un apposito decreto dal ministero della Giustizia. Il decreto però non c’è, e così il tribunale di Cosenza, ordinanza 1° febbraio 2012, ha sospeso la decisione sulle spese, rinviando i commi 1 e 2 dell’articolo 9 del Dl 1/2012 alla Corte costituzionale, per violazione degli articoli 3, 24 e 111 della Carta”

Effettivamente, di solito in un Paese normale (come è difficile qualificare l’Italia), al di là della valutazione di merito sull’abolizione delle tariffe forensi, già per se discutibile, di solito si procede al contrario o quanto meno, si provvede comporaneamente a emettere i provvedimenti necessari. Mi spiego meglio: non sarebbe stato meglio avere il decreto ministeriale (quello che dovrebbe stabilire i parametri che dovrebbero utilizzare i Tribunali) già pronto, prima di abolire le tariffe e creare così un clamoroso vuoto? Ma a questo, il Governo dei geni non ha pensato. E così, ci troviamo in questa situazione, che definire assurda è poco: nessuna definizione delle spese legali in sentenza, impossibilità di redigere atti di precetto, come di preparare le parcelle per il gratuito patrocinio….

Articolo del 2 febbraio 2012