Mediazione: confermate le agevolazioni fiscali

Confermate le Agevolazioni Fiscali per gli Accordi di Mediazione: L’Agenzia dell’Entrate con la Circolare n.2/E conferma il regime delle agevolazioni da Imposta di Registro per gli Accordi di Mediazione.

Ecco quanto riportato nella circolare al riguardo:

Come si è avuto modo di chiarire, l’articolo 10, comma 4, del decreto prevede la soppressione di tutte le esenzioni e le agevolazioni tributarie, anche se previste in leggi speciali. La soppressione disposta dall’articolo 10, comma 4, non opera con riferimento aquelle previsioni normative che non si sostanziano in una riduzione di aliquote,nella previsione di una imposta fissa o nella esenzione dall’imposta di registro. Tale soppressione non opera in relazione ad alcune previsioni fiscali, che sono funzionali alla disciplina di particolari istituti, che hanno una applicazione ampia,la cui riferibilità ai trasferimenti immobiliari è solo eventuale e prescinde dalla loro natura onerosa o gratuita. Si pensi ad alcuni istituti, quali, la mediazione civile e commerciale, i procedimenti in materia di separazione e divorzio o la conciliazione giudiziale, che prevedono una normativa fiscale di carattere generale, che può trovare applicazione, tra l’altro, anche per i trasferimenti immobiliari, posti in essere nell’ambito degli stessi procedimenti.Tali previsioni fiscali, come precisato dal Ministero dell’Economia e delle Finanze, con nota prot. n. 2.225 del 5 febbraio 2014, devono “essere ritenute ancora vigenti, atteso che appare ragionevole ritenere che l’intervento del legislatore non avesse la finalità di modificare, con un provvedimento di natura fiscale, il corretto svolgimento delle procedure in questione…”

Circolare 2/E 2014 Agenzia delle Entrate

Avvocati in piazza un’arringa fuori tempo (articolo dell’avv. Alessandro De Nicola su Repubblica)

Anche gli avvocati sono dunque scesi in piazza. Giovedì scorso in 10.000 (secondo gli organizzatori) hanno marciato per le vie di Roma come atto finale di uno sciopero durato dal 18 al 20 febbraio. Il cahier des doleances dell’avvocatura é ampio. Si va dall’aumento dei costi per l’accesso alla giustizia, all’introduzione dei filtri all’appello e della responsabilità solidale del difensore per il pagamento delle spese processuali in caso di lite temeraria. Si lamentano poi la soppressione dei tribunali minori e la cronica mancanza di personale nelle cancellerie dei Tribunali. Tra le richieste svetta anche una riforma del sistema previdenziale con l’esenzione dai contributi per i giovani professionisti e l’introduzione di alcuni strumenti di sostegno per gli iscritti. Inoltre, si chiede il numero programmato per le facoltà di giurisprudenza. Orbene, non hanno tutti i torti gli avvocati. Ma a parte la scelta sfortunata della tempistica (protesta contro un governo che non c’è), è stata messa troppa carne al fuoco senza un ordine di priorità e con alcune richieste marcatamente corporative oppure dannose per i conti pubblici o previdenziali. Insomma, per ottenere qualcosa forse la classe forense dovrebbe focalizzarsi su poche richieste di vero interesse generale: ne guadagnerebbe in efficacia e credibilità. Ci si vede in appello.

http://www.repubblica.it/economia/affari-e-finanza/2014/02/24/news/avvocati_in_piazza_unarringa_fuori_tempo-79477003/?ref=search