OUA e mediazione: siamo alle comiche

Quello che dovrebbe essere l’organismo rappresentativo degli avvocati, lo stesso che ha accettato senza battere ciglio una riforma professionale vergognosa, lo stesso che non ha MAI fatto nulla contro i mostruosi aumenti dei contributi previdenziali, lo stesso che non ha MAI tutelato la categoria, ha annunciato pomposamente che lunedì prossimo “verrà depositata lunedì al Consiglio di Stato la richiesta di una nota chiarificatrice sul nodo della sospensione. Spetterà, quindi, al Tar Lazio la decisione nel merito. Secondo i legali dell’Oua, l’accoglimento dell’appello indica chiaramente, però, una direzione di marcia che non può non portare allo stop dell’obbligatorietà della mediazione

Ora, il senso dell’ordinanza del Cds è evidente a chiunque non sia in malafede, talmente evidente che non è nemmeno il caso di tornarvi. Tutti, anche gli avvocati più contrari alla mediazione, ne hanno preso atto e attendono serenamente la decisione del TAR. Fa specie, e fa preoccupare, che chi dovrebbe rappresentarli, invece di ammettere il clamoroso autogol, per la prima volta nella storia della giurisprudenza mondiale PRETENDA che un organo prestigioso e formato da Magistrati di esperienza straordinaria, come il Consiglio di Stato, spieghi loro ciò che tutti hanno compreso. Una mancanza di rispetto, oltre che un’ammissione di inacpacità, sbalorditive.

Per non parlare di questa stucchevole guerra a un Istituto moderno e favorevole agli interessi dei cittadini, i quali poi (non a torto) vedono i legali attraverso una luce sbagliata.

Tutto ciò è allucinante, e potrà essere sanato solo da una cosa: le immediate dimissioni dei vertici dell’OUA.