Condominio: per la Cassazione sì alle modifiche se non c’è disagio al godimento degli altri (sentenza 4499 del 2014)

Corte di Cassazione, sez. II Civile, sentenza 30 gennaio – 25 febbraio 2014, n. 4499

Presidente Triola – Relatore Correnti

 Svolgimento del processo

Con ricorso 12.8.2003 R.M. chiese al tribunale di Bergamo di essere reintegrato nel possesso, quale partecipante al condominio M. di Bergamo, del locale adibito all’ubicazione delle macchine e dei quadri elettrici dei due ascensori installati nell’edificio (l’uno condominiale e l’altro di esclusiva proprietà di E.L.) che il convenuto aveva parzialmente occupato realizzandovi, nella parte corrispondente ai macchinari del suo ascensore, un vano chiuso destinato alla corsa dell’ascensore privato, prolungata di un piano.

Nella resistenza del convenuto si costituì il condominio M. chiedendo a sua volta la reintegrazione.

Il tribunale, previa CTU, dichiarò inammissibile l’intervento del condominio e respinse la domanda del M., decisione appellata dai soccombenti.

La Corte di appello di Brescia, con sentenza 29.4.2008, respinse l’appello del condominio ed accolse quello del M. condannando L. a ripristinare lo stato originario del locale al quinto piano dell’edificio in Bergamo via Milano 3 e ad adottare i provvedimenti necessari alla reintegra sul presupposto che l’intervento del condominio era tardivo e che l’iniziativa del L. aveva concretamente realizzato uno spoglio impedendo o comunque restringendo il godimento pro indiviso di una parte del locale adibito all’ubicazione delle macchine e dei quadri elettrici pertinenti tanto all’ascensore condominiale che a quello di esclusiva proprietà dell’appellato.

Il ctu aveva accertato che il locale è condominiale e che in passato erano alloggiati i motori ed i quadri elettrici dei due ascensori mentre attualmente, in seguito all’esecuzione di opere deliberate unilateralmente da L., era interessato da una parte perimetrale in cartongesso su struttura in ferro per il tamponamento del vano corsa dell’ascensore dell’appellato prolungato di un piano.

Ricorre L. con tre motivi, resiste M.

Le parti hanno presentato memorie.

Motivi della decisione

 Col primo motivo si lamenta violazione degli artt. 1102 e 1120 cc col quesito se per stabilire se le modificazioni e/o innovazioni apportate dal singolo condomino alla cosa comune consentite dalla legge sia o meno necessario accertare se abbiano comportato un impedimento agli altri condomini di fame parimenti uso, con ulteriori specificazioni.

Col secondo motivo si denunzia omessa motivazione con specifico riferimento all’affermazione che l’intervento avrebbe causato limitazioni al diritto d’uso del M., senza momento di sintesi.

Col terzo motivo si deduce omessa motivazione sulla mancata rinnovazione della ctu.

La prima censura merita accoglimento con assorbimento delle altre.

La sentenza ha affermato che l’iniziativa del L. aveva concretamente realizzato uno spoglio impedendo o comunque restringendo il godimento pro indiviso di una parte del locale adibito all’ubicazione delle macchine e dei quadri elettrici pertinenti tanto all’ascensore condominiale che a quello di esclusiva proprietà dell’appellato. Il ctu aveva accertato che il locale è condominiale e che in passato erano alloggiati i motori ed i quadri elettrici dei due ascensori mentre attualmente, in seguito all’esecuzione di opere deliberate unilateralmente da L., era interessato da una parte perimetrale in cartongesso su struttura in ferro per il tamponamento del vano corsa dell’ascensore dell’appellato prolungato di un piano.

Detto accertamento in fatto, così come descritto, non dimostra l’appropriazione da parte del L. di una parte comune per fini personali, posto che non si altera la destinazione del bene, ma se ne fa un uso più intenso che non pregiudica il pari uso e non provoca un pregiudizio concreto, attesa la particolare natura del locale e del godimento pro indiviso.

Donde la cassazione con rinvio per un nuovo esame.

 P.Q.M.

 La Corte accoglie il primo motivo, dichiara assorbiti gli altri, cassa la sentenza impugnata in relazione al motivo accolto e rinvia per nuovo esame e per le spese alla Corte di appello di Brescia, altra sezione.

Mediazione: il TAR Lazio ha fissato all’8 ottobre l’udienza per il merito.

Il TAR Lazio, in ottemperanza a quanto stabilito dalla nota ordinanza (la n. 607/2014 del Consiglio di Stato), ha fissato l’udienza in cui si dibatterà, nel merito, del ricordo presentato dall’OUA contro il DM 180 del 2010.

L’udienza è fissata per l’8 ottobre 2014, dinanzi alla I Sezione del TAR.

Ricordiamo, anche se ci sembre superfluo, che il TAR non ha alcun potere di sospendere o annullare una legge dell0 Stato; pertanto, nella peggiore delle ipotesi, potrebbe annullare il DM 180 ma mai il D.lgs. 28/10.

La rivista “La Mediazione” sull’ordinanza del Consiglio di Stato

Segnaliamo la pubblicazione sul  www.rivistalamediazione.it dell’articolo “Commento sull’ordinanza n. 607 dell’11 febbraio 2014” dell’Avv. Luca Tantalo.
Dopo la pubblicazione dell’articolo “Brevi note sull’ordinanza n. 607/14 del Consiglio di Stato” dell’Avv. Piero Sandulli, la rivista la MEDIAZIONE intende, anche in questa occasione, assolvere il duplice compito di ricerca e di incontro, dove liberi professionisti, accademici ed addetti ai lavori propongono pubblicamente le proprie opinioni, esperienze ed elaborazioni. Un dibattito così articolato offre nuovi elementi di informazione e di documentazione capace di aprire nuove frontiere di pensiero e di manovra.

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Mediazione: confermate le agevolazioni fiscali

Confermate le Agevolazioni Fiscali per gli Accordi di Mediazione: L’Agenzia dell’Entrate con la Circolare n.2/E conferma il regime delle agevolazioni da Imposta di Registro per gli Accordi di Mediazione.

Ecco quanto riportato nella circolare al riguardo:

Come si è avuto modo di chiarire, l’articolo 10, comma 4, del decreto prevede la soppressione di tutte le esenzioni e le agevolazioni tributarie, anche se previste in leggi speciali. La soppressione disposta dall’articolo 10, comma 4, non opera con riferimento aquelle previsioni normative che non si sostanziano in una riduzione di aliquote,nella previsione di una imposta fissa o nella esenzione dall’imposta di registro. Tale soppressione non opera in relazione ad alcune previsioni fiscali, che sono funzionali alla disciplina di particolari istituti, che hanno una applicazione ampia,la cui riferibilità ai trasferimenti immobiliari è solo eventuale e prescinde dalla loro natura onerosa o gratuita. Si pensi ad alcuni istituti, quali, la mediazione civile e commerciale, i procedimenti in materia di separazione e divorzio o la conciliazione giudiziale, che prevedono una normativa fiscale di carattere generale, che può trovare applicazione, tra l’altro, anche per i trasferimenti immobiliari, posti in essere nell’ambito degli stessi procedimenti.Tali previsioni fiscali, come precisato dal Ministero dell’Economia e delle Finanze, con nota prot. n. 2.225 del 5 febbraio 2014, devono “essere ritenute ancora vigenti, atteso che appare ragionevole ritenere che l’intervento del legislatore non avesse la finalità di modificare, con un provvedimento di natura fiscale, il corretto svolgimento delle procedure in questione…”

Circolare 2/E 2014 Agenzia delle Entrate

Avvocati in piazza un’arringa fuori tempo (articolo dell’avv. Alessandro De Nicola su Repubblica)

Anche gli avvocati sono dunque scesi in piazza. Giovedì scorso in 10.000 (secondo gli organizzatori) hanno marciato per le vie di Roma come atto finale di uno sciopero durato dal 18 al 20 febbraio. Il cahier des doleances dell’avvocatura é ampio. Si va dall’aumento dei costi per l’accesso alla giustizia, all’introduzione dei filtri all’appello e della responsabilità solidale del difensore per il pagamento delle spese processuali in caso di lite temeraria. Si lamentano poi la soppressione dei tribunali minori e la cronica mancanza di personale nelle cancellerie dei Tribunali. Tra le richieste svetta anche una riforma del sistema previdenziale con l’esenzione dai contributi per i giovani professionisti e l’introduzione di alcuni strumenti di sostegno per gli iscritti. Inoltre, si chiede il numero programmato per le facoltà di giurisprudenza. Orbene, non hanno tutti i torti gli avvocati. Ma a parte la scelta sfortunata della tempistica (protesta contro un governo che non c’è), è stata messa troppa carne al fuoco senza un ordine di priorità e con alcune richieste marcatamente corporative oppure dannose per i conti pubblici o previdenziali. Insomma, per ottenere qualcosa forse la classe forense dovrebbe focalizzarsi su poche richieste di vero interesse generale: ne guadagnerebbe in efficacia e credibilità. Ci si vede in appello.

http://www.repubblica.it/economia/affari-e-finanza/2014/02/24/news/avvocati_in_piazza_unarringa_fuori_tempo-79477003/?ref=search

Avvocati: il nuovo codice deontologico

Il Consiglio Nazionale Forense ha presentato ieri, 19 febbraio, ai presidenti dei Consigli dell’Ordine e delle altre componenti dell’Avvocatura il nuovo codice deontologico forense.

Secondo il comunicato stampa del CNF, “Il testo è il frutto di un laborioso lavoro condotto dalla commissione coordinata da Stefano Borsacchi, che ha tenuto conto delle osservazioni delle altre componenti dell’Avvocatura in occasione della consultazione sulla bozza. Il nuovo codice deontologico colloca al centro delle sue previsioni il cittadino, perseguendo l’interesse pubblico al corretto esercizio della professione.
Le principali novità riguardano la tendenziale tipizzazione degli illeciti disciplinari e l’espressa indicazioni delle sanzioni, che nel codice corredano ogni fattispecie con un meccanismo di aggravamento e di attenuazione in relazione alla maggiore o minore gravità del fatto contestato.
Il nuovo Codice deontologico entrerà in vigore 60 giorni dopo la sua pubblicazione in Gazzetta Ufficiale; e insieme ai regolamenti del CNF sulla elezione dei componenti dei Consigli Distrettuali di Disciplina e sul procedimento disciplinare ridisegna il sistema deontologico nella direzione di una maggiore sistematicità, imparzialità e legalità, che entrerà a pieno regime il primo gennaio 2015”.

Qui si può trovare il nuovo testo: Codice Deontologico2014

Mediazione: il Consiglio di Stato ha fissato l’udienza per la “richiesta di chiarimenti”

Il Consiglio di Stato, vista l’istanza per la “richiesta di chiarimenti”, presentata dall’OUA e peraltro notificata in modo del tutto errato alla parte rappresentata dal sottoscritto (al legale che la difende al TAR e non a chi è costituito al Cds…) ha fissato l’udienza dell’11 marzo per consentire la discussione.

Siamo certi che in quell’occasione il Consiglio di Stato non potrà che ribadire quanto già chiaro a tutti, e cioè che non ha sospeso alcunché.

Pubblichiamo l’istanza di seguito: Atto ex art.112_co.5

Ancora sul Consiglio di Stato: un contributo prestigioso

Cari Colleghi!

A fronte del  comunicato stampa  dell’OUA  in data 14 febbraio, occorre la massima cautela e non è proprio il momento di distrarsi.

Infatti, i primi reboanti proclami, ove si sbandierava che la mediazione obbligatoria era ormai morta e sepolta, sono stati ripresi improvvidamente da alcuni  siti web , emanazione di autorevoli organi di stampa o di associazioni di avvocati (!)  nei quali letteralmente  si è affermato:

“Da oggi non si deve presentare l’istanza di mediazione per alcun tipo di giudizio “

Mi raccomando, non lo fate !

Ed infatti, se dovesse essere accolto tale  spericolato ammonimento si violerebbe il precetto  introdotto dall’art.5 bis 1° comma del  D.L. 21 giugno 2013 n. 69  (C.d. decreto del fare), convertito dalla L.9 -8-2013 n. 98, norma che è pienamente in vigore, nella quale si prescrive a chi intende instaurare un giudizio (nelle materie elencate dalla norma) di esperire previamente un tentativo di mediazione innanzi ad un Organismo iscritto nel Registro tenuto dal Ministero della Giustizia , a pena di improcedibilità della domanda .

Dunque , il legale (in procinto di intentare uno dei giudizi predetti)  che, dando ascolto all’OUA “si dimentichi”  di quella disposizione di legge, che non è mai stata, né mai avrebbe potuto essere oggetto del giudizio intentato innanzi al TAR del Lazio, si esporrebbe fatalmente all’ eccezione di improcedibilità della domanda e forse anche  ad un’azione di responsabilità da parte del cliente.

Da ultimo l’OUA, di fronte alle reazioni che sono piovute da molte parti, inventando inesistenti difficoltà interpretative in ordine al  provvedimento del Consiglio di Stato ( ord. 11-2-2014 n.607 ), sembra che si appresti  a presentare a tale autorevole Consesso  la  richiesta di una “nota  di chiarimento “.

Sarebbe veramente clamoroso ed irriguardoso che la ricorrente chieda al Supremo organo della giustizia amministrativa che le venga spiegato il  provvedimento, con una sorta  di inedita interpretazione autentica, che concerne solo le norma di legge  ed è prerogativa esclusiva del legislatore .

Giovanna Carla De Virgiliis

Magistrato in quiescenza dal 28 novembre 2011, ha ricoperto numerosi incarichi di prestigio. Dal 1981 al 2002 ha svolto la funzione di Giudice presso il Tribunale di Roma presso la 2a Sezione Civile; nel 1995, dopo aver fatto parte del Collegio Inquirente per i reati ministeriali, è stata nominata  Magistrato di Cassazione. Dal 2002 è stata Consigliere della Corte di Appello di Roma presso la Prima Sezione. Dal 2003 prende parte alla Rappresentanza dello Stato Italiano presso la Comunità Europea rivestendo, durante il semestre di Presidenza dello Stato italiano, le funzioni di presidente del dossier concernente la proposta di istituzione di risarcimento delle vittime dei reati. Nel 2005 è nominatta Vicepresidente della Commissione Centrale per i revisori contabili presso il Ministero di Giustizia, e dal 2006 è designata Responsabile dell’instaurazione del Registro degli organismi deputati a dirimere le controvesrie societarie. Dal luglio 2008 è nominata Presidente di Sezione (Sez 11°) al Tribunale ordinario di Roma.
Ha svolto, altresì, attività di docenza quale Docente di Diritto Fallimentare presso l’Università degli Studi di Perugia, Facoltà di Economa, Corso di Diploma Universitario in Economia e Amministrazione delle imprese.Componente del Comitato ADR & Mediazione.