Mediazione: per il Parlamento Ue ok a obbligatorietà con incentivi e sanzioni (da www.ilsole24ore.com)

Forse la legge italiana non è poi tanto male….articolo preso da ilsole24ore.com.

“Anche il Parlamento europeo interviene sulla mediazione. E lo fa con l’adozione della risoluzione del 13 settembre relativa all’attuazione della direttiva sulla mediazione tra gli Stati membri e la sua adozione nei tribunali.

La direttiva 2008/52/Ce del 21 maggio 2008 su taluni aspetti della mediazione in materia civile e commerciale ha infatti determinato diversi problemi applicativi in alcuni Stati membri (in Italia è stata recepita con Dlgs n. 28 del 4 marzo 2010).

L’attuazione del 2013 – In vista della comunicazione sull’attuazione, programmata per il 2013, è necessario fare il punto sulle luci e le ombre del nuovo sistema. Tra  i diversi aspetti analizzati dai parlamentari europei quello della confidenzialità nel rapporto tra mediatore e parti nei confronti del quale l’Italia ha adottato un approccio rigoroso al contrario della Svezia che rimette la questione alla scelta delle parti.

Sul fronte più controverso in Italia riguardante l’obbligatorietà della mediazione, il Parlamento riconosce che l’articolo 5, paragrafo 2 della direttiva consente agli Stati di rendere obbligatorio il ricorso alla mediazione “o di sottoporlo a incentivi o a sanzioni, sia prima che dopo l’inizio della procedura giudiziaria”, ma questo solo se è garantito alle parti il pieno diritto di accesso al sistema giudiziario nazionale.

Legittima l’obbligatorietà – Riguardo all’Italia, il Parlamento, preso atto delle polemiche riguardanti l’obbligatorietà della mediazione, ritiene che, al pari di altri Paesi in cui essa è obbligatoria, come Bulgaria e Romania, la mediazione possa contribuire a una soluzione rapida delle controversie riducendo i tempi eccessivamente lunghi della giustizia civile”.

Gli eurodeputati poi puntano all’adozione di norme comuni per l’accesso alla professione di mediatore sia per favorire un livello elevato dal punto di vista qualitativo, sia per “assicurare standard di formazione professionale elevati” con un sistema di accreditamento dei mediatori che possa valere in tutta l’Unione europea.